LA STORIA

LA STORIA

L’idea di dar vita all’Accademia d’Arte Circense in Italia, nasce nella mente di Egidio Palmiri ai tempi della seconda guerra mondiale. I Palmiri si trovavano in Lettonia col loro celebre numero dell’Aerolite, anche se ancora non era stato così battezzato. Fu una permanenza breve, ma sufficiente per far imbattere Egidio Palmiri in un modello di scuola del circo che colpì l’acrobata italiano. Si trattava infatti di una struttura che teneva insieme gli spazi per l’attività circense con quelli per la vita in comune e lo studio, un “college” insomma, sul modello convittuale e nel quale gli allievi trascorrevano gran parte dell’anno insieme ai loro istruttori, tutti ex artisti di sicuro talento che si erano esibiti sulle piste di tutto il mondo.

“E’ una scuola di questo genere che dobbiamo realizzare in Italia”. Con questo pensiero Egidio Palmiri lascia la Lettonia, ma trascorrono più di 40 anni prima che il sogno diventi realtà. Ciò che lo convinse della bontà della tipologia di scuola che sorgeva nel Paese bagnato dal mar Baltico, fu un duplice aspetto: quello del convitto, secondo il significato latino del termine “convictus”, luogo in cui si vive insieme, e quello di unire saldamente formazione artistica e scolastica. Una intuizione per nulla scontata circa 60 anni fa e non lo sarà nemmeno in seguito perché i figli delle famiglie del circo sono abituati a cambiare scuola ogni quattro o cinque giorni, seguendo gli spostamenti rapidissimi dei tendoni itineranti di città in città. Se in passato nel mondo del circo ci si poteva permettere di interrompere gli studi molto presto per dedicarsi, anche per necessità famigliari, al solo lavoro, adesso i giovani circensi – e Palmiri ne è più che convinto – devono essere all’altezza dei tempi, devono essere in grado di rapportarsi con le istituzioni locali e nazionali senza complessi di inferiorità, e per questo devono studiare come e più dei loro coetanei. Artisti di successo e uomini e donne acculturati, è questo il binomio che Egidio Palmiri vuole far decollare con l’Accademia del Circo.

L’incubazione del progetto sarà lunga e difficile. Se ne occupa la stampa nazionale. Massimo Alberini scrive nel 1964 un articolo sul Corriere della Sera che ha un titolo emblematico: “Verso la scuola del circo”. Occorrerà battersi in varie sedi, compresa quella del parlamento, per ottenere i dovuti finanziamenti ad un settore, quello del circo, che dopo la legge n. 337 del 1968 ha avuto l’importante riconoscimento della sua “funzione sociale” e che continua a crescere e a trovare un fortissimo seguito in un pubblico vastissimo.

Arriverà nel 1985 la legge 163, più nota come “legge Lagorio”, che grazie al Fus destinerà fondi al circo e alle sue iniziative promozionali ed educative. Tre anni dopo, nel quartiere invernale dell’American Circus della famiglia di Enis Togni, viene inaugurata quella che la stampa definisce “l’Università del circo”. E’ il 28 maggio quando i primi dieci allievi entrano nella sede provvisoria alla presenza di tante personalità locali e nazionali. Insieme al fondatore, Egidio Palmiri, ci sono il presidente dell’Agis, Franco Bruno, l’allora assessore del Comune di Verona, Roberto Uboldi, il presidente dell’Union Parchi, Cesare Pelucchi, i rappresentanti dell’ANESV, ovviamente molti volti noti del circo italiano, a partire da Ferdinando Togni, e poi Casartelli, Orfei, Zavatta, ma arrivano anche i calorosi messaggi del ministro dello Spettacolo, Franco Carraro, del sindaco di Verona Sboarina e di tanti altri. “Con questa Accademia viene offerto un futuro ad un’arte a misura e in funzione dell’uomo”, scandisce Franco Bruno durante la cerimonia.

Gli allievi all’ingresso della sede di via Francia a Verona

Gli allievi all’ingresso della sede di via Francia a Verona

I mezzi sono essenziali ma l’entusiasmo e la determinazione alle stelle. L’Accademia rimarrà a Verona per due anni, trasferendosi poi nel 1990 sulla Riviera Romagnola, a Cesenatico. Un altro taglio del nastro, il 9 aprile 1991, ma questa volta ad opera di un ministro, Carlo Tognoli, a capo del Dicastero del turismo e dello spettacolo. Qui, all’interno di una delle tante colonie estive che sorgono vicino al mare, la “scuola del circo” assume anche esteticamente l’impronta del College: ampi spazi (5600 mq di superficie complessiva), immersa nel verde, gli allievi dimorano in comode camere, studiano in aule attrezzate, condividono i momenti di svago in ambienti confortevoli, hanno a disposizione biblioteca e sala tv. Durante la permanenza a Cesenatico l’Accademia “sforna” diplomati di altissimo livello, si fa notare nei Festival internazionali di circo, da quello in assoluto più prestigioso voluto dal principe Ranieri III alla Premiere Rampe, da Wu Quiao al Cirque de Demain, solo per citare i più noti. Si insegnano ginnastica artistica (o pre-acrobatica), danza classica e moderna, contorsionismo, acrobatica a terra, trapezio (singolo, Washington, volante), verticalismo, antipodismo, equilibrismo, giocoleria e giochi icariani.

Il modello convittuale funziona e dà ottimi risultati, immettendo nel circo italiano decine di giovani promesse in grado di tenere molto alto il livello qualitativo. Merito di chi la scuola la guida, cioè del suo presidente Egidio Palmiri, affiancato dalla moglie Leda Bogino, ma anche frutto della caratura dei “prof del circo”, fra i quali Aguanito Merzari, Fatima Zora, Eugenio Larible, Enzo Cardona, Lucio Nicolodi, Ronny Jarz ed altri, diversi dei quali provenienti dall’ex Unione Sovietica.

Il 22 gennaio 1990 l’Accademia sale al Quirinale e viene ricevuta dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga. L’occasione è la consegna del premio Italo Gemini e la motivazione è la seguente: “Alla prima scuola del circo in Italia, di recente costituzione, per assecondare, con la formazione dei quadri artistici e organizzativi, la continuità ed il rinnovamento della prestigiosa tradizione circense italiana.”

Taglio del nastro del nuovo College del circo, in via Tirso a Verona. Da sinistra, il sindaco Flavio Tosi, Egidio Palmiri, l’assessore all’urbanistica Vito Giacino e Andrea Togni

Taglio del nastro del nuovo College del circo, in via Tirso a Verona. Da sinistra, il sindaco Flavio Tosi, Egidio Palmiri, l’assessore all’urbanistica Vito Giacino e Andrea Togni

Alla fine degli anni 90 arriva un’altra tappa importante per l’Accademia, alla quale Massimo Alberini lascia il suo enorme patrimonio librario (ma non solo) messo insieme in una vita di attività giornalistica dedicata al circo: 400 volumi, centinaia di cataloghi di natura circense, fotografie, manifesti, editti, locandine, quadri, disegni, incisioni e stampe, oggettistica, ex-libris e tanto altro: “Adesso potete contare sulla vostra biblioteca”, scrive ai ragazzi dell’Accademia in una sorta di testamento, “che vi darà elementi di riflessione, notizie che fino ad ora vi sono sfuggite e testimonianze di un passato glorioso, convalidando in voi l’orgoglio di appartenere al mondo del circo”.

In occasione del saggio di fine anno accademico 1998-99, allo spettacolo e poi alla consegna dei diplomi, intervengono Dario Fo e Franca Rame che si congratulano con gli allievi, gli istruttori e il presidente Palmiri.

Nel 2003 l’Accademia torna nella città scaligera per dotarsi finalmente di una sede stabile ed inserirsi in una realtà che ha tutte le potenzialità per permettere di ampliare l’utenza della “scuola del circo”. Ed è proprio ciò che avviene. Oltre agli allievi interni, che risiedono a convitto, decine e decine di giovani esterni (in età di scuola elementare, media e superiore, ma non mancano gli adulti) desiderosi di fare esperienza dell’arte circense, cominciano a frequentare l’Accademia.

E’ il settembre del 2004 quando l’avventura riparte, seppure in una sede provvisoria, quella di via Francia. L’amministrazione comunale si dimostra subito molto interessata e l’accoglienza della città è massima.

Il traguardo della location definitiva continua ad essere il “chiodo fisso” del presidente Palmiri e finalmente il giorno fatidico arriva. Il 29 ottobre 2012 il sindaco di Verona, Flavio Tosi e l’assessore all’Urbanistica, Vito Giacino, tagliano il nastro della nuova “cittadella del circo” in via Tirso. “Sono riuscito a far fare i salti mortali al sindaco Tosi e al vicesindaco Giacino, che pur applicando scrupolosamente le regole ci hanno consentito di aprire l’Accademia nella nuova e definitiva sede”, scherza Palmiri. Il progetto definitivo, che sarà portato a termine entro tre anni, prevede fra l’altro un tendone semistabile di 38 metri di diametro, alloggi in muratura, un museo del circo (il primo in Italia), una sala danza.

CONTATTI

Accademia d’Arte Circense
Via Tirso n. 3 – 37136 Verona
Codice fiscale: 93027690234

Orari segreteria:
dalle ore 9 alle 18, dal lunedì al venerdì.

Tel. Segreteria: 3406987149 (Silvia)

Tel. Direttore: 3406991480 (Andrea Togni)

info@accademiadartecircense.it

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